PARTO PREMATURO:

UN IMPORTANTE PROBLEMA SANITARIO PER LE DONNE E I LORO FAMIGLIARI.

 

LA SOMMINISTRAZIONE DI PROGESTERONE PER VIA VAGINALE RIDUCE L’INCIDENZA DEI NATI PRETERMINE E DELLA MORBOSITA’ NEONATALE: VERSO UNA SOLUZIONE.
Il parto prematuro è stato e rimane una delle più importanti sfide della moderna ostetricia.
Nel 2009 si calcola che siano nati circa 13milioni di bimbi prematuri. I neonati prematuri sono a rischio di morte e di complicanze a breve e lungo termine, come distress respiratorio, emorraggie intraventricolari cerebrali, sepsi neonatale, enterocolite necrotizzante, disordine dello sviluppo neurologico come paralisi cerebrale, patologia polmonare cronica, cecità e sordità.
I 2/3 dei parti prematuri avvengono poiché la donna entra in travaglio spontaneo (a membrane integre o rotte), la parte restante è dovuta a parti prematuri indotti per potenziali rischi materni, come la preeclampsia, o complicanze fetali, come ritardi di crescita.
Un collo dell’utero raccorciato, misurato mediante ecografia transvaginale, è il più potente fattore predittivo di parto pretermine spontaneo.
Diversi studi hanno dimostrato in maniera incontrovertibile che donne con un raccorciamento della cervice, dimostrato mediante ecografia transvaginale, nel 2° trimestre (tra la 18ª e la 24ª settimana) sono a rischio di parto prematuro. Per esempio, una cervice dovrebbe essere più lunga di 30 mm durante una gravidanza normale. Donne con una cervice di 15 mm o meno hanno una probabilità del 50% di parto prematuro prima della 33ª settimana.
Il vantaggio di misurare mediante ecografia il collo dell’utero è tale da dover essere utilizzato in tutte le pazienti.
La somministrazione di progesterone per via vaginale riduce il parto prematuro e la morbilità neonatale in donne con raccorciamento del canale cervicale.
Un recente studio condotto su più di 30mila gravide ha dimostrato che la somministrazione di progesterone per via vaginale ha determinato una riduzione del 50% di parto prematuro a meno di 28 settimane di gestazione, quando i neonati sono a maggior rischio di complicanze a breve e lungo termine.
La somministrazione di progesterone per via vaginale non è la soluzione per prevenire tutti i parti prematuri, tuttavia è un significativo passo avanti.
Dott. Vincenzo Mazza

 

Il presente articolo è un riassunto di un editoriale del Prof. Roberto Romero dell’Università di Detroit (USA) apparso su “Women’s health” anno 2011.
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Il Dott. Mazza ritiene oramai indispensabile che l’esame ecografico di 2° livello nel 2° trimestre comprenda anche un approccio per via transvaginale, solo così si può misurare il collo dell’utero, ma si possono trarre numerose ulteriori informazioni, ad esempio, si può eseguire una più accurata flussimetria doppler delle arterie uterine, una più accurata valutazione dei rapporti tra placenta e orifizio uterino interno, ed in diversi casi un più accurato esame morfologico di alcune strutture fetali che sono prossime o raggiungibili per via transvaginale con un livello di risoluzione altissimo. Per cui lo scrivente già da anni esegue sempre di routine l’approccio transvaginale nell’ecografia morfologica del 2° trimestre.
Un ulteriore approfondimento su questo argomento apparirà sul sito a breve.